Se convivi con la scoliosi da anni — o l’hai scoperta solo di recente — esiste un percorso per gestirla, ridurre il dolore e proteggere la tua qualità di vita nel tempo.
Molti pensano che la scoliosi, finita la crescita, si fermi. Non è sempre così. Curve superiori ai 30° possono continuare a progredire lentamente anche in età adulta — mediamente 0,5-1 grado all’anno.
Il dolore alla schiena che senti non è inevitabile. Non è qualcosa con cui devi semplicemente convivere. Con il trattamento giusto si può ridurre, gestire e prevenire che peggiori ulteriormente.
Scopri come strutturo il tuo percorso riabilitativo per garantirti i migliori risultati nel tempo.
Prima valutazione Circa un’ora in studio. Anamnesi, test clinici, analisi della curva e definizione del piano. Alla fine sai esattamente dove sei e cosa fare.
Programma riabilitativo Ciclo di sedute per impostare gli esercizi specifici e verificare che tu li esegua correttamente in autonomia.
Monitoraggio nel tempo Controlli periodici per adattare il programma. La scoliosi adulta è lenta ma non statica: il percorso si aggiorna con te.
Si parte sempre da una seduta dedicata di circa un'ora. Anamnesi, test clinici, analisi della curva e valutazione del dolore. Se hai radiografie precedenti, il confronto nel tempo è un dato prezioso. Alla fine hai un quadro chiaro e un percorso definito.
Nell'adulto gli esercizi SEAS hanno un obiettivo diverso rispetto all'età evolutiva: non bloccare una progressione rapida, ma mantenere la funzionalità, prevenire il peggioramento del dolore e migliorare la qualità di vita. Sono personalizzati sulla tua curva specifica e si integrano con le attività quotidiane — non richiedono di stravolgere la tua routine.
La scoliosi adulta si gestisce nel lungo periodo. Il programma prevede controlli regolari per adattare gli esercizi all'evoluzione della curva e intercettare precocemente eventuali variazioni. Non sei solo con una diagnosi: hai un riferimento continuativo.
Una seduta dedicata a capire la tua situazione e definire il percorso più adatto.
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Dipende dall’entità della curva. Curve sotto i 30° al termine della crescita vengono considerate sostanzialmente stabili. Curve superiori ai 30° possono continuare a progredire lentamente — mediamente 0,5-1 grado all’anno. Per questo il monitoraggio periodico è importante anche dopo la fine della crescita.
Può contribuire, ma non è detto che sia l’unica causa. Durante la valutazione analizzo sia la curva che la funzionalità muscolare e articolare, per capire quale componente incide di più sul dolore e costruire un percorso mirato.
È un periodo da tenere sotto osservazione. I cambiamenti corporei legati alla menopausa possono favorire la progressione di curve esistenti o, più raramente, la comparsa di nuove curve. Un controllo specialistico in questo periodo è sempre consigliato.
Sì, e l’attività fisica è raccomandata. Almeno 2-3 sessioni a settimana aiutano a ridurre il dolore, migliorare la funzionalità e allenare la muscolatura di supporto alla colonna. Lo sport non sostituisce il trattamento specifico, ma lo supporta.
Sì. Nell’adulto l’obiettivo non è bloccare una progressione rapida come nell’adolescente, ma mantenere la funzionalità, ridurre il dolore e migliorare la qualità di vita. Gli esercizi vengono adattati alle esigenze e ai limiti specifici di ogni paziente.